Il Boss Lyrics by Turi
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E’ arrivato il boss… (x 4)
Rit.
E’ arrivato il boss, ora cambiano i piani.
E’ arrivato il boss, in alto le mani.
E’ arrivato il boss, ancora non molla.
E’ arrivato il boss, s’infuoca la folla. (x 2)
E’ arrivato il boss…
Mettiamo un po’ le cose in chiaro:
il prezzo per ballare questo pezzo è troppo caro.
Aspetti l’intermezzo col rumore di uno sparo,
con dei dialoghi banali come con un tassinaro.
Il vero boss non s’atteggia a pallonaro
e tanto meno poi assomiglia ad un paninaro,
porta metallo, si ma non è metallaro
e poi pensa sempre al denaro.
Questa è musica e basta, bella bimba,
mi dici che ti piace, mi lusinga.
La balla pure nonna che fa la casalinga,
ancora convinta che una canna si fa su con la siringa.
Il tuo boss non accetta le sfide,
è un patetico pagliaccio che di rado se la ride.
Il mio boss, tranquillo, non uccide.
Il mio boss sono io e la mia penna che scrive.
Rit.
E’ arrivato il boss e sta volta scompari,
la tua presenza è inutile, più di Repetto con Pezzali.
La Dolce Vita è fatta di bocconi amari,
rispetto ai mie compari ai domiciliai.
Questo suono ti scalda, ti abbraccia,
ti segna a vita come uno sgarro sulla faccia.
Un meridionale non è solo tarantella,
domandalo a Luchento, a Marianella.
Cresciuto a pane olio, quale Nutella?!
A scuola con il serramanico nella cartella.
Quale psicologo, nessuna parcella,
la mia tata era mio padre che mi dava una sberla.
Rappresento l’immigrante che lavora,
la fortuna m’ha baciato ma per una volta sola.
Ho dato si la mia parola,
è arrivato il boss e stavolta non lo mandi più in malora.
Rit.
Ricorda che il boss ha una brutta nomea,
pretende silenzio quando parla in platea,
e se ti monti la testa, mmh che cattiva idea,
lui si monta la tua donna come un letto dell’Ikea.
Questa roba è un viaggio più dell’Odissea,
ormai leggenda come Cristo in Galilea.
Inutile nascondersi in apnea..
perchè la cacca viene a galla quando scende la marea.
Con questo boss vacci cauto,
la signora c’ha provato a metterci mi ci nell’auto,
io l’ho sgamata è l’applaudo,
ora non canta più, gl’è andato di traverso il mio flauto.
Questo boss oramai non può cadere
perchè lui se ne fotte della fama e del potere,
questo boss vuole farvi godere,
dedicato a chi è cresciuto con le pezze nel sedere.
Rit. (x 2)
E’ arrivato il boss… (x 8)
Rit.
E’ arrivato il boss, ora cambiano i piani.
E’ arrivato il boss, in alto le mani.
E’ arrivato il boss, ancora non molla.
E’ arrivato il boss, s’infuoca la folla. (x 2)
E’ arrivato il boss…
Mettiamo un po’ le cose in chiaro:
il prezzo per ballare questo pezzo è troppo caro.
Aspetti l’intermezzo col rumore di uno sparo,
con dei dialoghi banali come con un tassinaro.
Il vero boss non s’atteggia a pallonaro
e tanto meno poi assomiglia ad un paninaro,
porta metallo, si ma non è metallaro
e poi pensa sempre al denaro.
Questa è musica e basta, bella bimba,
mi dici che ti piace, mi lusinga.
La balla pure nonna che fa la casalinga,
ancora convinta che una canna si fa su con la siringa.
Il tuo boss non accetta le sfide,
è un patetico pagliaccio che di rado se la ride.
Il mio boss, tranquillo, non uccide.
Il mio boss sono io e la mia penna che scrive.
Rit.
E’ arrivato il boss e sta volta scompari,
la tua presenza è inutile, più di Repetto con Pezzali.
La Dolce Vita è fatta di bocconi amari,
rispetto ai mie compari ai domiciliai.
Questo suono ti scalda, ti abbraccia,
ti segna a vita come uno sgarro sulla faccia.
Un meridionale non è solo tarantella,
domandalo a Luchento, a Marianella.
Cresciuto a pane olio, quale Nutella?!
A scuola con il serramanico nella cartella.
Quale psicologo, nessuna parcella,
la mia tata era mio padre che mi dava una sberla.
Rappresento l’immigrante che lavora,
la fortuna m’ha baciato ma per una volta sola.
Ho dato si la mia parola,
è arrivato il boss e stavolta non lo mandi più in malora.
Rit.
Ricorda che il boss ha una brutta nomea,
pretende silenzio quando parla in platea,
e se ti monti la testa, mmh che cattiva idea,
lui si monta la tua donna come un letto dell’Ikea.
Questa roba è un viaggio più dell’Odissea,
ormai leggenda come Cristo in Galilea.
Inutile nascondersi in apnea..
perchè la cacca viene a galla quando scende la marea.
Con questo boss vacci cauto,
la signora c’ha provato a metterci mi ci nell’auto,
io l’ho sgamata è l’applaudo,
ora non canta più, gl’è andato di traverso il mio flauto.
Questo boss oramai non può cadere
perchè lui se ne fotte della fama e del potere,
questo boss vuole farvi godere,
dedicato a chi è cresciuto con le pezze nel sedere.
Rit. (x 2)
E’ arrivato il boss… (x 8)
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